Scheda sull’approfondimento n.1 “Politiche di integrazione dei disabili nella scuola” di D. Janes

A cura di Giorgio Tartara

L’autore parte dall’analisi quantitativa del fenomeno rispetto alla quale sostiene che metà degli alunni italiani hanno un compagno di banco “diversamente abile”; affermazione sicuramente valida se si assume come diversa abilità ogni sfumatura di differenza della personalità, alquanto discutibile se si intende con questo neologismo gli alunni portatori di una disabilità specifica. Certamente in Italia negli ultimi 30 anni sono stati fatti molti sforzi per l’integrazione dei disabili ed è giunto il momento di dare una maggior stabilità a questo processo mirando a una integrazione di “qualità”. Nell’approfondimento viene proposto come passaggio fondamentale in tal senso l’impiego di tecniche di apprendimento cooperativo e tutoring in quanto strategie che devono coinvolgere tutti gli alunni. Successivamente vengono presentate linee guida all’individuazione di buone prassi di integrazione. Uno dei problemi più diffusi nella scuola è la mancanza di documentazione e conservazione della memoria delle esperienze accumulate negli anni; si tratta perciò di individuare gli elementi caratterizzanti le buone prassi per garantirne la conservazione. Per l’autore buona prassi è una esperienza che ha dato risultati positivi nel contesto in cui è stata utilizzata e che ha quindi le potenzialità di essere replicata, con i necessari adattamenti, ad altri contesti.

Vengono indicati come elementi qualificanti di una buona prassi:

Infine l’autore affronta il versante pedagogico e didattico. L’affermazione centrale è che «la vera qualità dell’integrazione è prodotta dalla “speciale normalità”»: si tratta in sostanza di abbandonare l’uso di tecniche (e anche tecnologie) specifiche per l’alunno disabile per giungere a una metodologia in cui prevalgano le strategie metacognitive e si applichino i principi migliori delle tecniche speciali nel normale contesto didattico.

Secondo l’autore anche il software didattico ha seguito questa linea diventando progressivamente sempre più aperto secondo la metodologia costruttivista.

Relativamente all’uso della multimedialità in classe vengono delineate tre possibilità d’impiego:

Nel corso dell’approfondimento sono presenti i rinvii a tre corposi approfondimenti: