Scheda sulla Dispensa “Processi di apprendimento e insegnamento e TD”, approfondimento di B2
- di Marco Guastavigna
Premessa: la
scheda vuole guidare il tutor a
una lettura e ad una valutazione agili e proficue del materiale, a partire
dalla considerazione che la dispensa è fortemente ripetitiva rispetto agli
elementi essenziali - e viceversa.
Lo schema
illustra il contenuto concettuale di fondo della
dispensa. Queste note contengono ulteriori
suggerimenti su come impiegare il materiale.
Riferimenti teorici
L’opzione
essenziale è anche in questo caso il costruttivismo.
Viene dato ampio spazio al metodo delle
mappe concettuali.
Vengono citati e sintetizzati Ausubel (2.3.2) Novak (2.3.2), Riel (2.3.4) Vygotsky (2.3.1), il
paradigma comportamentista (2.2.1)
È bene che il tutor
possieda:
1.
il concetto di mindtool di Jonassen
(2.1.4)
2.
le indicazioni progettuali (2.3.1) di Jonassen
sull’applicazione del paradigma costruttivista allo
sviluppo di ambienti di apprendimento;
3.
il concetto di ZSP (zona di sviluppo prossimale) di Vygotsky,
sintetizzata in 2.3.1;
4.
le teorizzazioni di Novak
sulle mappe concettuali (sintetizzate in 2.3.2)
5.
le teorizzazioni di Ausubel
sull’apprendimento (sintetizzate sempre in 2.3.2)
6.
definizione di apprendimento collaborativo di
Kaye (2.3.4)
7.
l’organizzazione della classe secondo Sharan e Hertz-Lazarowitz (2.3.4)
8.
il circolo di apprendimento di Riel (2.3.4)
Aspetti operativi
Poiché i laboratori proposti per questo
modulo sono poco convincenti, il tutor può integrarli/sostituirli
anche con l’analisi di Didaweb proposta a pag. 1 e 2.
Di fronte a gruppi di corsisti
particolarmente interessati si può dare vita a
un’attività di costruzione di mappe concettuali, avvisandoli del fatto che c’è
un laboratorio
specifico in B6. In questo caso possono venire utili le fasi di White e Gunstone (2.3.2). Il tutor dovrà proporre un argomento
su cui i corsisti possano rapidamente misurarsi tutti e che renda fattibile un
confronto dei risultati. È una buona idea anche quella
di definire un uso preciso tra quelli ripresi ancora da White
e Gunstone o elencati dall’autrice. Suggerisco di
scegliere, tra quelli indicati, il software Inspiration,
avvisando però del fatto che scade entro 30 gg. Poiché però, accedendo
via FTP a ftp.inspiration.com/pub come utente anonimo, sono scaricabili le versioni
5, 6, 7 e 7.5, procedendo con un po’ di raziocinio è possibile avere un tempo
di lavoro più ampio. Ovviamente il tutor dovrà
conoscerne le pratiche
tecnologiche minime.
È anche a mio giudizio ipotizzabile un
commento critico dell’uso dell’espressione “stimolano”
in 2.1.4, riferita ai vari software, che ha una valenza deterministica
(cfr. il contributo di Calvani); può essere sfuggita all’autrice, ma certo si
perde l’idea di potenzialità e di contestualizzazione.
Sono solo compilativi i riferimenti
a CAI, CBT, drill & practice,
ITS, Logo, Micromondi, simulazioni, programmi
orientati al problem solving
e così via, perché mancano esemplificazioni concrete. Il tutor
può verificare se i corsisti hanno chiare le categorie citate - e soprassedere;
diversamente un’attività può essere la ricerca o l’indicazione reciproca di esempi significativi e una escursione d’uso. È possibile
che alcune indicazioni utili (esempi, software da scaricare) siano presenti
nelle tabelle relative a B3 su cui ciascun tutor è stato invitato a lavorare nel periodo di
formazione.
Le indicazioni contenute in 2.5.1 a
proposito di progettazione, organizzazione, realizzazione di una presentazione
possono essere una buona occasione di un’attività con
i corsisti. Consiglio di proporre tale attività però solo nelle situazioni in
cui ce ne sia davvero bisogno (ovvero, i corsisti
siano digiuni in merito - scagli la prima pietra chi non ha mai usato Spower Spoint...) e a condizione
di aver avuto una buona idea sull’argomento da “presentare” - deve essere rapidamente
condiviso e prestarsi a essere trattato in modo sintetico e rapido da gruppi di
corsisti. Se i corsisti hanno una buona esperienza
d’uso delle tradizionali slides e in aula ci sono
Power Point 2002 e XP, oppure windows 2000[1],
si può per altro passare a Producer (presentato in precedenza in 2.5.2 - sic!). Il
programma è scaricabile da Internet gratis se si è in
possesso di licenza di Power Point 2002. Può
essere in particolare che il tutor abbia necessità di
“mostrare i muscoli” dal punto di vista tecnologico: Producer
è poco noto e quindi si presta a usi di questo genere.
Ovviamente dovrà conoscerne le pratiche
tecnologiche minime. Il programma è descritto da Landi
come semplice, in realtà è abbastanza complesso per chi non abbia esperienza
d’uso di programmi che gestiscano filmati attraverso una
time-line, come per esempio Adobe Premiere.
Altri nodi interessanti per la conduzione della discussione e del confronto
1.
Abilità
di gestione del progetto, di ricerca, di organizzazione
e di rappresentazione, di presentazione, di riflessione di Carver,
Leher, Connell e Ericksen (2.4);
2.
fasi della scrittura ipertestuale (idem);
3.
fasi della valutazione di una realizzazione ipertestuale (idem); anche in
questo caso alcune parti sono solo compilative, in
assenza di un esemplificazione concreta da seguire in tutti i suoi aspetti
processuali. Il tutor potrà comunque
decidere di dedicare spazio operativo a questa attività qualora ve ne siano le
condizioni;
4.
Valorizzare
il riferimento al software Open source. Eventualmente il tutor
può concordare con la scuola ospite la possibilità di installare OpenOffice
e mostrarlo ai corsisti. Ovviamente dovrà conoscerne le pratiche tecnologiche
minime.