Scheda di lettura del Modulo 7, Approfondimento 6. di Luciano Rosso

L’approfondimento sulla discalculia evolutiva inizia con l’esame, fin troppo ricco e dettagliato, di diversi modelli teorici sulle funzioni cognitive e/o neuropsicologiche coinvolte nelle abilità matematiche di base.

Alla fine l’autore sembra privilegiare il modello di McCloskey, che distingue 3 principali sottosistemi funzionali:

·        comprensione e produzione del numero (lettura e scrittura di numeri)

·        rappresentazioni interne astratte

·        calcolo

o       recupero di fatti aritmetici (tabelline, operazioni entro il 20)

o       procedure e algoritmi delle  operazioni aritmetiche

I disturbi possono interessare selettivamente un sottosistema piuttosto che un altro e richiedono  perciò un’attenta osservazione diagnostica.

Anche nel  caso della discalculia, come già per la dislessia, è possibile affiancare al modello funzionale un modello diacronico che prevede diverse fasi di sviluppo delle abilità aritmetiche e consente di individuare eventuali “blocchi” nel percorso ordinario:

·        capacità di enumerazione di insiemi

·        acquisizione del concetto di cardinalità di un insieme

·        acquisizione della convenzione posizionale che produce la notazione numerica decimale

·        abilità cognitive coinvolte nel problem solving:

o       comprensione del  testo del problema

o       rappresentazione

o       categorizzazione

o       pianificazione del procedimento solutivo

o      svolgimento

o       autovalutazione

A parte quest’accenno finale, bisogna dire che le abilità coinvolte nella risoluzione di problemi, abilità molto più complesse di quelle meramente di numerazione e di calcolo, sono trascurate rispetto all’aritmetica elementare. Del tutto ignorata la geometria.