Luciano Rosso: scheda di lettura del Modulo 7, Approfondimento 3. di Luciano Rosso

Il contributo si apre presentando l’annosa diatriba tra oralisti e segnanti nell’ambito della riabilitazione dei bambini sordi. Molto saggiamente Celletti non prende posizione, limitandosi a suggerire il seguente principio: “non deve essere l’alunno sordo a adattarsi alla metodologia dell’insegnante, ma dovrà l’insegnante adattare la propria prassi didattica alle peculiari esigenze comunicative del discente sordo”.

Un solo cenno alle diverse prassi pedagogiche (bimodale, bilinguismo, oralismo) avrebbe meritato qualche approfondimento.

(Cfr. per esempio http://www.cdila.it/sordit%C3%A0/educ.linguagg.htm o www.ens.it e www.fiadda.it ).

Vengono poi illustrate alcune proposte di impiego delle TIC contestualizzate secondo l’approccio oralista o quello LIS.

A proposito dell’approccio  oralista sono indicate 3 possibilità d’intervento:

Anche a proposito dell’approccio segnante vengono accennate, in modo ancora più indiretto e succinto, 3 possibilità:

La situazione dei dizionari LIS su CD è nota: o si tratta di prodotti chiusi molto parziali e di difficile reperibilità sul mercato; oppure si tratta di programmi aperti, che consentono ad insegnanti ed utenti di aggiungere nuovi segni filmati, magari gratuiti, ma la cui diffusione cozza contro il carico di tempo e di competenze tecniche richieste all’insegnante o al riabilitatore.

(cfr.http://www.areato.org/noquadri/ausiliDinamici/AusDnm_05_Ausili_Per_Categoria.Asp?IDCATEGORIA=11&CATEGORIA=Comunicazione+aumentativa&SOTTOCATEGORIA=LIS&FORMATO=G )

Ciò non significa che non sarebbe stato utile predisporre un’esercitazione sulla produzione autonoma di filmati LIS e sulla loro integrazione in prodotti didattici per mezzo di opportuni editor multimediali: la tecnologia ha ormai messo alla portata dei consumatori domestici l’interfacciamento tra un PC e una videocamera digitale non professionale.

Esistono anche software sperimentali per realizzare filmati interattivi (sulla falsariga degli ipertesti) in cui è possibile inserire sia didascalie scritte che spezzoni di video in LIS. (cfr. http://www.hyperfilm.it ).

Più promettente sembra la possibilità di mobilitare le risorse della rete per realizzare in modo cooperativo un dizionario LIS aperto e condiviso, come fa il sito www.dizlis.it, il cui esame costituisce l’oggetto di un’altra attività di laboratorio. Sullo stesso sito si possono valutare alcune esperienze interessanti di utilizzo delle tecnologie di comunicazione in rete da parte della comunità delle persone sorde.

La parte conclusiva è formata da alcune unità dedicate a considerazioni di carattere generale sull’utilizzabilità del software didattico, specifico o meno per sordi, e delle tecnologie di rete in situazione scolastica.

I contributi più stimolanti di queste ultime unità mi sembrano il richiamo al ribaltamento di ruolo tra editoria e fruizione reso possibile dall’editing Web anche per la comunità dei sordi e i suoi riflessi sul piano della motivazione e dei diritti di cittadinanza, e le “buone prassi” testimoniate dalla scuola media per sordi S. Fabriani di Roma (http://www.romacivica.net/magarotto/media/scuolafb.htm).

Nodi teorici di maggior interesse:

·        apprendimento linguistico verbale e non verbale e sviluppo cognitivo

·        il ruolo della comunicazione nella formazione delle comunità culturali e di pratica

·        rapporto tra modalità riabilitative, prassi didattica e TIC

·        comunicazione multimediale in rete e nuove comunità

·        editoria “povera” sul  Web e democrazia della comunicazione

·        montaggio video casalingo e traduzione in LIS di prodotti ed esperienze didattiche