Modulo B1 – Suggerimenti sui laboratori e sugli studi di
caso, di Marco Guastavigna
Il laboratorio 1
mi è parso poco suggestivo e davvero privo di
indicazioni che consentano una discussione in aula effettiva e efficace. Si
tratta di attività rivolte al corsista
individualmente, tra le quali mi sembrano in ogni caso fattibili le seguenti:
Scheda 3; Scheda 4, indicazione operativa 3; scheda 5, indicazione operativa 2
e 3.
Il laboratorio 2,
invece, propone attività molto interessanti.
Non sono previste pratiche tecnologiche particolari.
N.B.: Non sottovalutare e non
banalizzare la problematicità della definizione delle competenze tecnologiche o
di un percorso di formazione. Il modulo 1 interverrà infatti
a percorso “maturo” e le tendenze “tecnocentriche”
(“contano solo le competenze tecniche, indipendentemente dal senso”; “è più
competente chi conosce i programmi più
recenti”; “le competenze sono tanto più vaste quanti più software si
conoscono”, “conta la pratica e non la grammatica” e così via) saranno già
state discusse e, mi auguro, messe a tacere. La riflessione sarà quindi più
facilmente collegabile agli aspetti psicopedagogici e
alla effettiva spendibilità degli ambienti digitali
rispetto ai contesti formativi.
Il laboratorio 3 propone
di nuovo attività fattibili e non sono prevede pratiche
tecnologiche particolari. Nel caso dello spunto C il tutor
dovrà però avere pronta una proposta frutto di una sua
ricerca e riflessione personale e nel caso dello spunto D sarà bene che i
corsisti si raccolgano in gruppi, confrontino i loro lavori e li sintetizzino
in un prodotto finale d’aula.
In generale consiglio di scegliere insieme ai corsisti quali attività
svolgere, considerato anche che il gruppo sarà ormai amalgamato – o in totale e
permanente conflitto J. Sarà bene quindi che il tutor dia come consegna ai corsisti di dare una prima
scorsa alle attività al termine del modulo precedente (nel calendario
piemontese, il 6)
Pongo all’attenzione la presenza di un caso di scuola dell’infanzia.
Esso è utile qui come altrove non solo nel caso in aula siano
presenti insegnanti di tale fascia formativa, ma in generale, perché è bene che
tutti abbiano presente “ciò che precede”, così come è bene che si dia uno
sguardo a “ciò che segue”.
Suggerisco di adottare
non solo per questo modulo, ma sempre, la prassi di far dedicare agli
insegnanti dei vari ordini di scuola un po’ di tempo alla visione dei casi di ordini differenti.