Modulo B5 – Suggerimenti sui laboratori, di Rodolfo Marchisio

 

I gruppi di laboratori sono 6 (con diversi esercizi ognuno): 2 per le linee essenziali e 2 per ogni approfondimento.

 

Premessa

Due vantaggi: 1- contengono un ulteriore, utile, approfondimento con schemi chiari e interessanti

 (pagg: 1, 25, 33, soprattutto 39), 2- offrono un ventaglio ampio di attività-riflessioni.

Alcuni limiti: Non sempre sono organici e chiaramente schematici, mescolano un po’ tematiche che andrebbero approfondite (la conoscenza dell’utenza di un sito web, con il digital divide), talora sono un po’ poco operativi.

Conclusione. Nella vastità e nella varietà di proposte ogni formatore o gruppo può trovare stimoli utili, preoccupandosi di approfondire, riflettere e di lavorare sia sugli aspetti teorici e metodologici (schematizzati), che su quelli organizzativi e concretamente operativi delle tematiche proposte: è utile che i tutor selezionino attività che facciano riflettere e, insieme, operativamente adatte al gruppo, al suo contesto e alle sue motivazioni, per sviluppare la esperienza del gruppo di lavoro-produzione.  

Poiché gli esercizi sono tanti vengono presentati sinteticamente, per fornire una sorta di mappa utile alla scelta.

 

Note per la scelta da parte del tutor

Poiché gli esercizi sono molti vengono di seguito presentati sinteticamente, per fornire una sorta di mappa utile alla scelta.

1- Chi avrà la pazienza di leggere questa scheda potrà scegliere i laboratori in base all’interesse suo ed a quello delle proposte (le più interessanti sono evidenziati nella mappa in corsivo).

2- Per i più frettolosi si segnalano qui (fra i 90 esercizi) il numero di esercizio e la pagina di quelli più utili:

 

es. 3 pag. 4

es. 2 pag. 5

es. 3 pag. 6

es. 1 e 3 pag. 7

es. 2 e 3 pag. 8

es. 1 e 2 pag. 12

es. 1, 2, 3 pag. 13

es. 1, 2, 3 pag. 14

es.1, 2 pag. 15

sul mediatore di informazione esercizi a pag. 16

es. 2 pag. 19

es. 1, 2 pag. 20

es. 1, 2, 3 pag. 21

es. 1, 2, 3 pag. 22

soprattutto es. 2 di pag. 23

es. 2 pag. 24

es. 1, 2 pag. 27

in genere gli es. di pag. 28

es. 1, 2, 3 pag. 29

es. 1 e (semplificati ) 2, 3 pag. 30

es. 1, 2 pag. 32-33

es. 1, 2 pag. 34

es. 3 pag. 35

pag. 34 soprattutto es. 1

es. 2, 3 pag. 37

pag. 40 soprattutto es. 3

es. 1, 2, 3 pag. 42

es. 1, 2, 3 pag. 43

es. 1, 3 pag. 44

 

 

Non sempre le proposte sono ben focalizzate: sarà compito del formatore, nel confronto con il gruppo e con l’eventuale assistenza dell’Università, farlo e  plasmarle in base a interesse e contesto del gruppo di lavoro.

 

1. Linee essenziali. Valore aggiunto

1. Internet e i giovani: per una educazione all’uso critico della informazione.

 

Partendo dal presupposto che in rete c’è ormai di tutto, che è una sorta di pattumiera digitale, che non ci sono meccanismi di validazione delle informazioni, che i ragazzi spesso non hanno metodo nelle ricerca o addirittura “scopiazzano” in modo evidente e massiccio, il laboratorio si propone di:

 far riflettere criticamente su un uso metodologicamente corretto, critico e consapevole, non solo strumentale (copia e incolla ) della rete.

 Attraverso le esperienze proposte (non sempre approfondite), copre tutte le problematiche relative ad un uso metodologicamente evoluto, critico, consapevole e non equivoco della rete come luogo della ricerca.

 Si suggerisce di far  costruire schemi/modelli di valutazione: a) dei siti e b) delle risorse didattiche in rete.

 

2. Costruire il sito della scuola: come e perché

 Tutte le scuole vogliono avere un sito: per identificarsi, essere visibili, comunicare, informare, fornire servizi o spazi, attività …

 I laboratori inducono (in modo piuttosto completo, anche se non sempre sistematico) a riflettere su tutte le principali questioni, quali:

La conoscenza dell’utenza, Digital divide, Chi può usare la rete.

 Nel rapporto con l’utenza temi fondamentali da approfondire, quali: la sicurezza, l’accessibilità, l’usabilità da casa, le regole d’uso per i ragazzi o per esterni

La progettazione secondo modelli, secondo una struttura dei servizi e l’uso da parte di studenti.

Un approfondimento particolarmente importante: la figura del mediatore di formazione (pag 16).

 

Laboratorio N. 1 del Modulo 5, Unità 2 (A. Calvani)

I circoli di apprendimento

Ma che tipi di collaborazione sono possibili a scuola ? Come si dà vita ad un progetto collaborativo?

Utile la riflessione sulla trasferibilità nel contesto italiano di modelli come quello dei “Circoli di apprendimento”.

Anche per il docente ci sono nuove possibilità di comunicazione, confronto, verifica, collaborazione.

Ma come si forma una comunità che collabora? Cosa significa collaborare? E’ diverso collaborare da cooperare? E dal lavoro di gruppo?

L’apprendimento collaborativo può essere agevolato dal computer? In che modo?

Quali sono i presupposti per collaborare fra scuole?

La rete propone forme di produzione sociale della conoscenza (il sapere come risultato di scambio e negoziazione sociale di significati).

 Molto utile la riflessione su: - pensiero collettivo, pensiero connettivo.

Oppure su esempi di grande interesse, come il fenomeno Linux e Open source, cioè la produzione di ambienti software gratuiti. Qual è il messaggio che la scuola può raccogliere? (cfr anche iniziative MIUR su Star Office alla scuole).

 

Laboratorio N. 2 del Modulo 5, Unità 2 (A Calvani)

Ricerca azione online

 

La ricerca azione nasce come metodologia di “ricerca” o di sperimentazione/valutazione

di processi innovativi, di valutazione delle conoscenze acquisite, della  loro affidabilità e trasferibilità.

Vengono proposte riflessioni su esperienze di ricerca azione online :

aspetti organizzativi, metodologici, ruoli, modalità di verifica e di comunicazione.

 

Laboratorio N. 1 del Modulo 5, Unità 3 (A. Calvani)

Didattica in rete

La didattica in rete si avvale di diverse tipologie (o formati) didattici.

Concetto di modulo.

Un modulo è un’area specifica di contenuto che va però concepita in forma diversa dalle tradizionali unità

didattiche informative e può essere montata in modo reticolare. Poiché si è ormai imposto come uno standard vale la pena di provare a lavorarci.

Eventi live (videonferenza ecc..)

Supporto all’autoformazione

Gruppo o classe virtuale

Provare a fare una lezione online (schema comparativo con la lezione tradizionale)

Problem solving

Anticipazione. Anche attraverso mappa concettuale

Didattica laboratoriale a distanza.

Essenziali per docenti e formatori online: 1. problematiche della motivazione ed interazione e ruolo del tutor di rete. 2. Come coordinare classi o gruppi virtuali. 3. Il docente come formatore e tutor: progettazione, organizzazione e gestione delle dinamiche

 

Laboratorio N. 2 del Modulo 5, Unità 3 (A. Calvani)

Contesti e ruoli

Contesti.

Si propone di valutare diverse tipologie di attività educativa in rete indicando poi alcuni dei nuovi ruoli emergenti.

Le scuole in rete possono essere centrate:

- sulla scuola stessa: l’istituzione

- sui docenti: progetti

- sugli allievi: modificare la didattica

 

Ruoli

Particolarmente delicato è il ruolo del conduttore (docente o tutor) a cui si chiede, a seconda dei casi, di

essere regista, facilitatore, animatore, in qualche caso allievo lui stesso.

 Fondamentale la lettura dell’approfondimento di pag.39 sul docente che diventa anche tutor:

 Per esperienza: superata una certa soglia tecnica/organizzativa, su questo (ruolo del formatore e ruolo del docente – tutor)  si gioca buona parte del successo delle iniziative online.

Poi: analisi di esperienze, progetti europei, docente in rete e tutor, progettazione e valutazione di esperienze.

 

Modulo B5 – Suggerimenti sugli studi di caso, di Rodolfo Marchisio

 

- LiReMar - Una comunità di pratica per la L2

- ReTeMar & Co - La scuola dell'infanzia in rete

- Una storia piena di avventure

Credo molti condividano il problema di esaminare esperienze attraverso siti, documenti e presentazioni ufficiali o quasi.

Credo il progetto LiReMar vada approfondito perché è un esempio complesso di rete di scuole che lavorano insieme secondo il metodo della ricerca-azione online sul filone Lingue 2000.

Gli altri due si possono segnalare come esperienza di reti di scuole di 2 ordini diversi, legati ai più piccini. Questo è un pregio ed un limite delle esperienze proposte che coprono solo 2 ordini di scuola su 4.

 In generale credo solo una vasta ricerca sulla rete, fra i progetti didattici realizzati (e non solo quelli segnalati da Enti ufficiali) possa dare idea di quello che esiste in rete sulle tematiche trattate e dare spunti per nuove iniziative. E’ una proposta operativa per i gruppi.