Scheda di lettura del Modulo 7, Approfondimento 7, di Rosso-Tartara

 

Le nuove tecnologie per il Ritardo Mentale e i Disturbi d’Apprendimento

di F. Celi

 

L’approfondimento, nominalmente dedicato al ritardo mentale e ai disturbi d’apprendimento, si presenta invece come un’esposizione, in chiave simpaticamente biografica, degli sviluppi, recenti e meno recenti, delle teorie pedagogico-didattiche relative all’impiego delle TIC.

La stagione del comportamentismo e delle macchine per insegnare è raccontata attraverso la storiella del flipper come esempio di tecnologia a motivazione intrinseca. Il computer sarebbe una macchina ideale per l’insegnamento, soprattutto per le fasce più deboli, perché consentirebbe di sostituire ai rinforzi esterni di matrice skinneriana la stessa motivazione intrinseca sperimentata dai bambini con i giochi elettronici ma applicata ai contenuti scolastici dell’apprendimento. E ciò grazie soprattutto ad alcune caratteristiche rilevanti di questa tecnologia, quali l’interattività, la flessibilità, il suo ruolo di aggregazione che non sottolinea la disabilità, come altri ausili, ma promuove il prestigio sociale e l’autoimmagine di chi lo utilizza.

Macchine per insegnare, programmazione individualizzata per obiettivi e apprendimento senza errori caratterizzerebbero dunque quello che Celi chiama l’approccio istruzionista all’impiego didattico delle TIC.

A questo approccio seguirebbe il cosiddetto approccio costruttivista. Il costruttivismo, ben esemplificato dalla tradizione del LOGO o dalla produzione da parte degli studenti di ipertesti e ipermedia, recupera il discorso piagetiano della centralità dello studente, sposta l’accento dall’insegnamento all’apprendimento, sottolinea il ruolo privilegiato dell’apprendimento per scoperta.

Alla fine del percorso (“finalmente!” esclama un po’ trionfalisticamente l’autore), come la nottola di Minerva di hegeliana memoria, che prende il volo solo al crepuscolo, giunge l’apprendimento cooperativo, l’integrazione in piccoli gruppi per lavorare sul PC, i cui pregi sono a tutti ben noti.

In conclusione, la ricostruzione di Celi è convincente e corretta, anche se tende a sottacere le polemiche che hanno attraversato e animato questa breve storia, e ne offre una visione un po’ troppo irenica e consolatoria, dove tutto contribuisce positivamente al trionfo  finale e dove sembra che le teorie e le pratiche che vengono dopo debbano sempre essere meglio di quelle che c’erano prima.