Modulo B7 – suggerimenti per la conduzione (a cura di Luciano Rosso e Giorgio Tartara)

Premessa

Essendo questo il settimo incontro si dà per scontato che l’aula abbia già assunto una propria configurazione e metodologia di lavoro. Tuttavia è un modulo che pone dei problemi particolari in quanto affronta un tema che potrebbe anche apparire di “nicchia” rispetto agli altri.

È opportuno che il tutor sottolinei invece l’assoluta trasversalità del modulo stesso che non deve certamente interessare solamente gli eventuali tutor B che siano al contempo docenti di sostegno (certamente pochi), bensì riguarda la strategia complessiva della scuola per affrontare con maggior consapevolezza tutte le specificità dell’inserimento di alunni “diversamente abili”. È quindi opportuno sottolineare come in tale definizione sia compreso un numero ben più ampio degli alunni con handicap riconosciuto. Da questo punto di vista i materiali Puntoedu sono carenti e pertanto alcuni suggerimenti sono stati introdotti nei materiali Far; in particolare si veda la centralità del concetto di accessibilità messa in evidenza nella mappa degli elementi essenziali

Si ritiene comunque importante ricordare ancora come il concetto di integrazione vada inteso come accettazione e valorizzazione delle individualità e delle differenze, privilegiando, rispetto a un intervento individuale di stampo riabilitativo, che rischia di isolare e di sottolineare la disabilità, il lavoro condotto in piccoli gruppi eterogenei. Gli ausili, in questa prospettiva, non vanno più intesi soltanto come strumenti eccezionali per bambini che hanno bisogno di una protesi funzionale, ma anche e piuttosto come facilitatori e supporti cognitivi comunemente inseriti e diffusi nelle situazioni di apprendimento. Come va sfumata la distinzione tra chi è disabile e chi gode di una supposta “normalità”, così pure va sfumata quella tra ausilio e impiego delle TIC nella didattica.

Elementi propedeutici

Precedentemente al primo incontro i corsisti devono aver letto:

        La mappa del modulo (FAR)

        Gli elementi essenziali (Puntoedu)

Primo incontro

Il tutor presenta a video la mappa generale e sollecita una discussione sulle caratteristiche generali del modulo invitando anche i corsisti a focalizzare gli elementi da approfondire nei successivi momenti di lavoro a gruppi.

Si richiede che i contributi siano inseriti nell’aula virtuale per continuare l’approfondimento dei temi nel corso della settimana in cui tutti i corsisti dovranno esaminare (prima nelle schede Far e quindi nei materiali Puntoedu) gli approfondimenti.

È opportuno che, pur lasciando ai corsisti la libertà di dedicarsi maggiormente ai settori di particolare interesse, vengano invitati a percorrere tutti gli aspetti del modulo; va sottolineato che in questa materia non è possibile una microspecializzazione in quanto la situazione nelle scuole è soggetta a continue variazioni per il naturale avvicendarsi degli alunni. È fondamentale riuscire a creare un’attenzione al problema nel suo complesso e sollecitare i tutor B a individuare gli strumenti sul web per ricercare le informazioni utili per i casi specifici.

Alcuni suggerimenti per cominciare:

In considerazione della vastità e dell’eterogeneità dei materiali di approfondimento, sarebbe consigliabile, forse, anticipare al primo incontro in presenza almeno l’esame delle unità dedicate alle disabilità motorie, agganciando il tema generale dell’accessibilità, e un paio di laboratori; ad esempio quelli dedicati alle funzioni di facilitazione dell’accesso di Windows e al software di scrittura e lettura facilitata C.A.R.L.O. di Anastasis.

Sarebbe opportuno dedicare infine almeno un accenno alla comunicazione alternativa, quasi del tutto trascurata nei materiali Indire.

Secondo incontro

Dopo una breve discussione volta a fare il punto della situazione, i corsisti proseguono i lavori in gruppi definiti nel precedente incontro. Al termine vengono pubblicati i risultati oltre che nella classe virtuale nel forum Puntoedu.

Di nuovo sarà utile comunque che il tutor dedichi alcuni momenti collettivi alla discussione dei temi affrontati dai singoli gruppi.

Nell’ipotesi di aver esaurito il discorso sulle disabilità motorie già durante il primo incontro in presenza, per ovvie ragioni di continuità rispetto al concetto chiave di accessibilità, ci pare opportuno che il primo momento di “socializzazione” sia dedicato alle disabilità visive.

Insieme si potrebbe:

In un secondo momento si potrebbero riprendere gli approfondimenti dedicati alla sordità. Più in particolare:

Un terzo momento, infine, andrebbe dedicato ai materiali su dislessia, discalculia e ritardo mentale. Accanto ai software proposti nei laboratori e nello studio di caso (A proposito di Davide e della Pimpa), sarebbe utile prendere in esame i criteri di classificazione e di valutazione del software didattico presenti in Indire e nella BSD del CNR di Genova.